Il fenomeno del cyberbullismo, è in continua espansione, tanto che secondo la Polizia di Stato un bambino su tre è vittima di bullismo, ma la statistica potrebbe essere ancora più alta considerando che sono molti i giovani a non denunciare.

Ma cosa si intende per “cyberbullismo” e in quali modi è possibile difendersi?

Il cyberbullismo si concretizza, sul web, in qualsiasi forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione e qualsiasi altra forma di abuso, perpetrata a danno di un soggetto debole, con lo scopo di schernirlo, metterlo in ridicolo per motivi legati all’aspetto estetico o psichico o ricattarlo con foto e/o video compromettenti.

Il cyberbullismo è un fenomeno estremamente rischioso, dal momento che spesso giovani e adolescenti si affacciano al mondo del web ignorando i pericoli che si annidano nella rete di internet e, soprattutto, dei social.

Il bullismo digitale costituisce un vero e proprio abuso della rete che può tradursi in diverse condotte, dagli insulti, alle offese, fino alla diffusione di contenuti privati e personali online, portando spesso a conseguenze gravissime per le vittime, come l’isolamento, la depressione o, addirittura, il suicidio.

Cosa possono fare le vittime?

Attualmente, il cyberbullismo non costituisce reato ma si ricollega a condotte illecite che vengono punite penalmente e in maniera molto severa; si pensi alla minaccia, alla diffamazione, allo stalking o all’istigazione al suicidio.

Ovviamente, essendo spesso i minori le fragili vittime di questo fenomeno, è compito anche dei genitori e degli adulti che ruotano attorno alla vita del soggetto, prestare attenzione ai segnali d’allarme per poter intervenire tempestivamente.

I genitori, in particolar modo, devono vigilare sull’operato dei figli per non incorrere nella cosiddetta culpa in vigilando o culpa in educando, dal momento che sono responsabili dei figli minori sia per quanto concerne gli illeciti comportamenti che siano frutto di omessa o carente sorveglianza, sia per quanto concerne gli illeciti riconducibili ad oggettive carenze nell’attività educativa.

Quali sono le conseguenze penali per i bulli?

Il 29 maggio del 2017 è stata emanata la legge n. 71 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”

È la prima legge in Europa sul fenomeno. Non è una legge repressiva, non istituisce il reato di bullismo o cyberbullismo, ma provvede a fornire una definizione precisa di cyberbullismo e a contrastare il fenomeno con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti.

La legge prevede ulteriori strumenti di tutela che consentono la rimozione del contenuto lesivo dal web al fine di attenuare le conseguenze dannose dell’atto illecito.

Nel caso di social network come Facebook o Instagram, i minori che abbiano compiuto almeno 14 anni o i genitori, possono segnalare l’abuso ottenendo la rimozione/oscuramento del contenuto lesivo in un tempo massimo di 48 ore.

È possibile anche rivolgersi direttamente a Google richiedendo la rimozione del link che rimanda alla pagina ove è presente il contenuto illecito. La richiesta di cancellazione dovrà essere fatta al titolare del sito.

Se gli strumenti precedenti non portano a nessun risultato, vi è la possibilità di presentare un’apposita istanza al Garante della privacy a tutela del minore. In questo caso, tuttavia, l’istanza può essere presentata solo da maggiorenni o dai genitori del minore.

Da ultimo, ci si può rivolgere anche al Questore per chiedere un ammonimento, purché non sia già stata presentata una denuncia per diffamazione, minaccia o trattamento illecito dei dati. Il Questore provvederà all’audizione del minore bullo e ad ammonire lo stesso affinché la diffusione del contenuto lesivo sia interrotta.

È utile rivolgersi ad un avvocato?

Assolutamente sì, se la situazione non si limita a una piccola presa in giro. Un avvocato penalista, esperto in materia, sarà in grado di suggerire la strada più adeguata da intraprendere.

 

Anche se oggi il cyberbullismo non fa capo ad un reato preciso, sono molti gli strumenti predisposti dal nostro ordinamento per intervenire e proteggere la vittima che ha subito gli abusi.

Lo Studio Legale Colombetti ha al suo interno avvocati penalisti esperti che sapranno indicarti la strada più opportuna da percorrere per la tutela del minore bullizzato.

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